“Se il mondo fosse un Paese la capitale sarebbe Istanbul.” – Napoleone
ISTANBUL
Sono sempre stato, sono e sarò semplicemente un viaggiatore. Negli ultimi anni però, sono diventato un viaggiatore-fotografo. Ed eccomi, ancora una volta, in partenza per Istanbul. La città è talmente vasta che è impossibile da conoscere per davvero. Ogni singolo quartiere è una città nella città.
Ad ogni angolo c’è un colore o una forma che andrebbe carpita. Nella sua immensità, non solo geografica, Istanbul può disorientare chiunque. Oltre alla parte che tutti conoscono, è al di là di essa che Istanbul si scopre davvero come una gitana provocante ma difficile da cogliere.
Stavolta sono voluto uscire dai tradizionali percorsi turistici, generalmente concentrati nella zona di Sultanahmet. Ho visitato i quartieri di Fener, Fatih, Balat e la parte asiatica, dove si apre un’Istanbul meno occidentalizzata e più profonda.
CAPPADOCIA
Da Istanbul mi sono poi spostato in aereo verso la Cappadocia, capolavoro di bellezza unica, risultato dell’incontro tra la forza della natura e dell’ingegno umano.
Circondato da vallate dorate e lunari, il villaggio di Göreme, punto di partenza della mia esplorazione della regione, è adagiato tra le colline. Da tempo è cresciuto ed andato al di là delle sue radici contadine.
Il villaggio è molto turistico, forse perché presente su ogni brochure di viaggio o immagine della Turchia. Spuntano ovunque hotel-caverna, ma per via dei trattori che percorrono strade strette e tortuose, dove signore anziane lavorano a maglia, il passo in auto è lentissimo.
L’attrazione principale della città è il Museo all’aperto di Göreme, testimonianza completa della vita bizantina. Se si esce dalla città si trovano paesaggi da favola e chiese rupestri poco visitate a ogni angolo.
Tra i luoghi più amati ci sono i “Camini delle fate”, alti coni di tufo a forma di fungo e ombrello, sormontati da una pietra. Pinnacoli che svettano verso il cielo come camini di abitazioni costruite da magiche creature. Alcune di queste piramidi di terra in Cappadocia sono state scavate e abitate fin dal IV secolo a.C., prima rifugio di anacoreti, in seguito di eremiti cristiani e poi di intere popolazioni.
In epoca bizantina, l’intera regione si è trasformata in uno straordinario universo rupestre con ben 365 edifici come chiese, cappelle, monasteri, alcuni dei quali internamente decorati con affreschi policromi. Tra le chiese più belle, quella di Santa Barbara con rappresentazioni di animali fantastici e la Chiesa del Serpente e la Tokali Kilise.
Anche i dintorni di Göreme sono imperdibili. Dalla Valle dei Piccioni, dell’Amore (per le conformazioni rocciose a forma fallica), fino ad Uçhisar, con il suo castello e Avanos, famosissimo centro d’artigianato.
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